lettera inviata alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni

Spett. Presidente del Consiglio On. Giorgia Meloni
Le scrivo a nome delle Associazioni di insegnanti, dirigenti scolastici e genitori aderenti al “Forum per l’Educazione e la Scuola” del Piemonte che ho l’onore di presiedere, per manifestarle la nostra unanime contrarietà alla ipotesi di mutare l’attuale titolazione del Ministero dell’Istruzione in quella di “Ministero
dell’Istruzione e del Merito”.

Le Associazioni piemontesi della scuola ritengono infatti che l’Italia, il suo Governo e il suo Sistema educativo di istruzione e formazione debbano in primo luogo proporre e attuare politiche scolastiche che riescano a contrastare e ridurre gli attuali pesantissimi indici di dispersione e di abbandono della scuola.
Le cifre ufficiali della dispersione scolastica, già nel segmento dell’obbligo e ancor più nel triennio superiore e nell’università, dimostrano purtroppo quanto siano ancora in voga nel sistema pubblico di istruzione le politiche orientate a “respingere” (bocciare) o “abbandonare” i più deboli e svantaggiati.
Costituire un “Ministero dell’Istruzione e del Merito” significa, per decine di migliaia di studenti e genitori, per i loro insegnanti e per molti amministratori locali, dare un segnale politico e pedagogico che va nel senso opposto.
Il sistema scuola nazionale deve essere stimolato a utilizzare le proprie risorse e competenze organizzative, culturali e pedagogiche innanzi tutto per garantire, come la nostra Costituzione richiede, l’istruzione di tutti i cittadini, nessuno escluso. La scuola pubblica deve continuare ad essere inclusiva, deve fornire a tutti , e particolarmente ai più deboli e meno attrezzati, tutti gli strumenti affinche’ possano raggiungere un buon livello di istruzione, competenza ed una condizione socioeconomica migliore ma anche capacità di ragionare ed operare scelte autonome.
Un compito che, allo stato attuale delle cose, significa soprattutto porre la massima attenzione e sapienza pedagogica, come chiedeva Don Milani, nella cura dei più deboli e dei fragili.

Occorre impegnare risorse importanti per la formazione pedagogica e didattica di tutto il personale che opera nel nostro sistema scolastico per mettere a disposizione strutture e servizi scolastici e educativi adeguati su tutto il territorio nazionale.
Numerose ricerche hanno infatti confermato, ad esempio, che la frequenza del nido, se diffusa e regolare, e di una buona scuola d’infanzia non solo risolve i problemi di socializzazione primaria e secondaria dei piccoli, ma ne potenzia anche le capacità cognitive, psicomotorie e, più in generale, del saper apprendere. Cosi come sappiamo che per i piccoli è altrettanto decisivo, per costruire le proprie necessarie competenze “di futuro”, poter frequentare una scuola primaria e secondaria di primo grado che
consenta la conquista delle conoscenze attraverso l’utilizzo delle capacità espressive, comunicative, logiche, operative e fisiche di ciascuna e ciascuno, proponendo ambienti di apprendimento favorevoli alla socializzazione e alla cooperazione, in cui i più bravi aiutino i meno bravi sviluppando nel contempo percorsi di apprendimento individualizzati e competenze di cittadinanza attiva e responsabile.
A una scuola siffatta non interessa granché il compito di premiare coloro che sono migliori degli altri, quanto piuttosto riuscire a dare sostanza e continuità all’ azione educativa e formativa in grado di rendere migliori tutti, permettendo di sviluppare le potenzialità di ciascuno , compresi in particolare i “meno bravi” e coloro che partono svantaggiati, soprattutto per quanto riguarda le condizioni socioculturali ed

economiche delle proprie famiglie.
Concludo con le parole del prof.Massimo Baldacci ( professore ordinario di Pedagogia generale e sociale-Uniurb): “Una scuola “giusta” non si limita a premiare la capacità, perchè non vi è alcun merito nell’appartenere a una famiglia socialmente avvantaggiata (o nell’aver ricevuto un buon corredo genetico dalla lotteria naturale, se si preferisce).Una scuola “giusta” mira a ripianare le diseguaglianze ( o almeno ad accorciarle) cercando di assicurare a tutti i discenti uno sviluppo ottimale delle capacità”.
Come Forum delle associazioni del Piemonte, per quanto di competenza, assicuriamo l’assunzione di impegno per il raggiungimento di questi obiettivi e sottolineiamo l’intento di vigilare e difendere la scuola pubblica e inclusiva in cui continuiamo a individuare il principale pilastro per lo sviluppo di una società futura più equa e sostenibile.
Grata per l’attenzione, la saluto cordialmente:

Dott.ssa Loredana Ferrero

Per le Associazioni del Forum Regionale per l’Educazione e la Scuola del Piemonte:
AEDE (Ass. Europea degli Insegnanti), AIIG (Ass. italiana Insegnanti Geografia), AIMC Piemonte
(Ass. Italiana Maestri Cattolici), AMNT (Ass. Magistrale Niccolò Tommaseo), ANDIS Piemonte
(Ass. Nazionale Dirigenti Scolastici), ANFIS Piemonte (Ass. Nazionale Formatori Insegnanti
Supervisori), ANISN Piemonte(Ass. Nazionale Insegnanti Scienze Naturali), ASAPI (Ass. Scuole
Autonome Piemonte), ARCI S.C. (Ass. per il Servizio Civile del Piemonte), CASA DEGLI
INSEGNANTI, CIDI Torino(Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti), CIS
(Coordinamento Integrazione Scolastica),FNISM Piemonte(Federazione Insegnanti scuola media),
GESSETTI COLORATI (Ass.Risorse per la scuola),GNNI Piemonte(Gruppo Nazionale Nidi e
Infanzia), GRUPPO ABELE/ Giovani e Scuola, INMOTO (Associazione insegnanti educazione
fisica), RETE SCUOLE Insegnareducando,RETE SCUOLE Pedagogia dei genitori,
LEGAMBIENTE– Scuola e Formazione P e VA , LEND (Lingua e Nuova Didattica), MCE
(Movimento di Cooperazione Educativa), PROTEO/ fare e sapere, SISTEMAMULTIPROPOSTA
(Ass. per la cultura e la scuola), UCIIM (Unione Cattolica Insegnanti

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