Una scuola per studenti e studentesse

Il tempo attuale di riapertura delle scuole ha portato con sé giuste preoccupazioni e paure sanitarie che non possono essere assolutamente ignorate o sottostimate: il pericolo che la scuola sia un luogo di trasmissione del contagio e di diffusione del virus hanno portato misure stringenti e necessarie.

Ricordiamo i tre pilastri su cui si basa la prevenzione:

:: mascherina su bocca e naso;
:: distanziamento sociale;
:: igienizzazione frequente delle mani.

Accanto alle precauzioni personali ci sono quelle ambientali che vedono ogni giorno le scuole impegnate nell’igienizzazione frequente degli ambienti usati da studenti e insegnanti.

La letteratura ha dimostrato come il lockdown, in particolare la chiusura dei servizi di istruzione, abbia portato molteplici ricadute negative, difficili da sanare nel breve periodo:

diseguaglianze formative profonde a causa della difficoltà di accesso, partecipazione e coinvolgimento alla didattica a distanza;
divario accresciuto tra strati più ricchi e più poveri della società anche nell’accesso ai servizi educativi;
scarsa attività fisica di ragazzi e ragazze con ricadute negative in molte aree dello sviluppo: fisico, emotivo, individuale, sociale, intellettuale;
scarsa sicurezza e qualità alimentare, garantita a molti studenti anche dalla mensa scolastica venuta a mancare;
aggravamento e maggiore diffusione dei casi di obesità infantile;
aggravamento e maggiore diffusione di sofferenze e patologie psicologiche.
La riapertura delle scuole non può non considerare, accanto alle importantissime ragioni sanitare, anche le ragioni sociali legate al suo ruolo e alle conseguenze nefaste del periodo sospensione. Occorre pertanto garantire agli alunni alcune imprescindibili necessità che hanno l’obiettivo di compensare, recuperare e garantire il benessere fisico ed emotivo, accanto ai necessari apprendimenti.

Ecco otto aree su cui ogni insegnante e dirigente dovrebbe riflettere affinché le indicazioni, importanti, del CTS non vengano applicate in modo arbitrario o eccessivo e non diventino restrizioni a ogni forma di movimento e apprendimento, sia esso ludico o condiviso.

La scuola, grazie a queste otto aree, evita di diventare un luogo di compressione eccessiva dei diritti degli studenti in nome di una assolutizzazione del concetto di diritto alla salute, ma può ripartire con un orizzonte pedagogico, didattico ed educativo.

Una scuola per studenti e studentesse

Diritto allo sviluppo individuale

Ogni studente e studentessa ha il diritto a essere riconosciuto come individuo e deve poter sviluppare la propria personalità. E’ necessario pertanto garantire ascolto, empatia, comprensione, fondamentali per crescere, limitando l’isolamento fisico ed emotivo.

Diritto all’inclusione

Ogni studente, sia esso BES, in situazione di svantaggio deve trovare nella scuola attenzione e ascolto alle proprie necessità educative e di apprendimento attraverso l’assegnazione dei docenti necessari e attraverso modelli didattici inclusivi e attenti ad evitare marginalità e disagio.

Diritto alla relazione sociale

La relazione sociale è alla base del benessere emotivo, psicologico e fisico di ogni ragazzo e ragazza. Si rende necessario pertanto garantire a scuola momenti e spazi in cui studenti e studentesse possano stare insieme, dialogare, confrontarsi e condividere, seppur limitandosi alla classe e adottando le precauzioni necessarie.

Diritto agli apprendimenti

Il lock down ha causato un serio impoverimento degli apprendimenti che ora deve essere recuperato attraverso la didattica in presenza e attraverso momenti di esperienza in grado di motivare e ampliare gli orizzonti di studio. Non è pensabile ridurre la didattica a una pura esperienza di ascolto frontale sterile e impersonale.

Diritto alla conoscenza in forma collettiva

L’apprendimento avviene in parte per esperienza, in parte per studio e in parte grazie alla condivisione e al confronto delle conoscenze. Deve pertanto essere garantita, pur con tutte le misure di sicurezza sanitaria, la possibilità di lavorare in microgruppo (2/3 studenti) per tempi adeguati (20 min) in modo da permettere un consolidamento e un recupero delle conoscenze.

Diritto al movimento

Lo sport è una fondamentale esperienza che garantisce salute fisica e mentale. L’attività fisica deve essere agevolata e deve trovare uno spazio nella giornata scolastica, tenendo conto in particolare che l’esperienza del lock down può aver peggiorato destrezza, coordinamento, motricità e motilità.

Diritto all’alimentazione

La mensa scolastica è un pasto bilanciato e un momento di condivisione e socialità. La giornata scolastica non deve sacrificare questo momento così importante e le famiglie devono essere invitate a fruirne appieno, valorizzandone l’alto varole educativo, alimentare e relazionale.

Diritto al supporto psicologico

Ogni scuola deve attivare uno sportello di ascolto per studenti, insegnanti e famiglie, rispettoso della privacy, ma attento alle diverse necessità.

…fabrizio ferrari e Mario Tranfaglia

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